Amici del teatro


Presidente: Mirone Giuseppe

Era il 26 dicembre 1993, quando la Compagnia fece il suo esordio, sotto la sala parrocchiale, con “Ditegli sempre di si” del grande Eduardo de Filippo. Quella sera la paura era tanta, ci fissavamo negli occhi, con un magone in gola, aspettando con ansia lo scorrere del sipario. Da una parte ci entusiasmava l’aver raggiunto, dopo tanti mesi di lavoro, un traguardo così ambito, dall’altra ci attanagliava la preoccupazione del primo impatto con il pubblico. Alla fine della rappresentazione, quando gli applausi furono scroscianti, ci accorgemmo di aver superato un grande scoglio con la certezza che avremmo potuto riproporre il nostro amato dialetto ad un pubblico così accogliente e caloroso.

Negli anni a seguire fu un continuo crescere di rappresentazioni e ci sentimmo continuamente animati a voler proporre le nostre commedie, tutte rigorosamente tratte dal teatro classico napoletano, riadattando le stesse nel nostro dialetto locale, andando sempre alla ricerca di quegli “idiomi” che sembrano ormai scomparsi nella gioventù di oggi.

Il nostro principale obiettivo, infatti, è sempre stato quello di mantenere vive le tradizioni locali, soprattutto con il dialetto, che per noi è il legame fondamentale che ci unisce alle radici del nostro piccolo centro. L’autore napoletano più volte rappresentato è stato senza dubbio E. Scarpetta. Le sue commedie, infatti, hanno sempre infiammato il nostro pubblico, creando quella spontanea ilarità
che ci ha spronato ad andare avanti.  Ci siamo cimentati in “Tetillo” e “I Niputi egliu Sindacu” nel 1994, “I Scallalettu” nel 1995, “Madama Sangenella” nel 1997 (unica commedia recitata in dialetto napoletano), “Sottu agliu lettu un ce nne capanu più” nel 1999, “S’è mortu Rifale” nel 2000, “Un te pago” nel 2003, “Gli’Amicu e parimu” nel 2007, “Cani arrajati” nel 2008, “I Medicu egli matti” nel 2009, “Comme se rapina ‘na banca” nel 2011, “Natale in casa Cupiello” nel 2012, “Tre pecore viziose” nel 2013, “Co’ tuttu o be’ che te voglio” nel 2017, “Adda furtuna che ho tinuta” nel 2018. Il nostro “capolavoro”, comunque, resta “Zerotum” andata in scena, per la prima volta, il 28 dicembre 1996.

Con “Zerotum” la Compagnia ha voluto creare qualcosa di più reale e impegnativo. La commedia tratta quella storia di brigantaggio ambientata nell’aprile del 1592, quando Cerreto insieme ad altri paesi della Valle dell’Aniene venne invaso dagli scherani di Marco Sciarra. Quel tragico evento che sconvolse la vita dei cerretani viene magistralmente riportato in scena con quel pizzico di satira che ci ha sempre contraddistinto.  Per anni è stata il nostro cavallo di battaglia; abbiamo avuto la grande soddisfazione di rappresentarla
in vari comuni: Canterano, Mandela, Riofreddo, Sambuci, Madonna della Pace, per giungere fino a Tivoli, nel magnifico scenario del Tempio di Vesta e a Roma al quartiere Don Bosco; la recitazione più suggestiva è stata quella del 24 aprile 2005, proprio in occasione della “Festa della Gatta”; in Vicolo della Torre, infatti, in un’atmosfera prettamente medievale, nella piazzetta antistante il maestoso “maschio”, l’austerità dell’ambiente, i costumi scrupolosamente riprodotti, la genialità degli attori, hanno creato un momento di grande euforia tra i presenti.

Grazie, dunque, al nostro caro pubblico, alla disponibilità della Parrocchia, che per anni ha messo a disposizione i locali sottostanti la chiesa di Santa Maria e all’interessamento della Amministrazione Comunale che dal maggio 2007, ha voluto destinare l’ex Mattatoio alla Compagnia per creare così una sede stabile per le future rappresentazioni, siamo giunti, anche tra tante difficoltà ai giorni nostri e ci auguriamo, con la nostra spontaneità e dedizione, a continuare a divertirvi, per distogliere le vostre menti, anche per poco, dagli assilli che ci opprimono quotidianamente.

F.to ” Gli amici del Teatro”