Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa parrocchiale di Cerreto, dedicata al nome di Santa Maria Assunta, è ubicata in via Santa Maria, nelle immediate adiacenze della principale piazza del paese. Ignoto è l’anno di fondazione di questo edificio di culto della cui esistenza si hanno notizie a partire dal XIV secolo.Le prime descrizioni giunte fino a noi risalgono però solo agli anni intorno al 1600 quando l’aspetto della chiesa viene reso noto da alcune relazioni compilate a seguito di visite pastorali. Dalle descrizioni più antiche risulta che inizialmente consisteva in una semplice aula rettangolare, senza cappelle laterali, senza campanile e con copertura lignea. Successivamente viene fatta menzione della presenza, oltre che dell’altare maggiore, di altri tre altari in altrettante cappelle, due sul lato sinistro della chiesa e uno su quello destro. Due porte davano accesso all’edificio, una principale su via Santa Maria e una secondaria su piazza Capitolo. Nel corso dei secoli Santa Maria è stata interessata da varie modifiche, consistenti soprattutto nell’aggiunta di altre cappelle, del campanile e della copertura a botte. L’attuale assetto architettonico esterno risale in gran parte al XVIII secolo mentre l’aspetto dell’interno si è andato definendo tra il XIX e il XX secolo. Oggi la chiesa si presenta internamente come una grande aula rettangolare su cui si aprono il cappellone absidato ospitante l’altare maggiore e sei cappelle minori simmetricamente disposte tre per parte sui due lati lunghi. Gli interventi più importanti di cui si ha notizia risalgono alla seconda metà del XVIII secolo. Notizia di avvenuti restauri si riferiscono al 1773 mentre è del 1796 la realizzazione della cappella dedicata alla Madonna delle Grazie al centro del lato destro a cui fa riferimento una lapide che nomina l’arciprete Segatori. All’inizio dell’800 fu realizzato, a spese pubbliche, un primo campanile del quale non è nota l’esatta posizione. A tale scopo fu istituita un’apposita tassazione delle famiglie di Cerreto. Nel 1815 l’interno della chiesa fu arricchito dall’aggiunta delle stazioni della via crucis e di un organo realizzato dalla ditta di Aldobrando Fedeli di Roma. Tra il 1859 e il 1860 l’originaria copertura venne sostituita da una volta a botte. Nel 1870 fu demolito il vecchio campanile e sostituito da quello attuale, posizionato dietro la cappella allora dedicata a Santa Filomena e poi alzato da una successiva aggiunta in mattoni. Nell’800 era in uso la regola che uomini e donne entrassero separatamente attraverso i due accessi a cui si è fatto cenno: le donne dall’ingresso di via S. Maria, gli uomini da quello di piazza Capitolo. È del 1834 l’istituzione cardinalizia, ad opera del cardinal Galleffi, di una multa per gli uomini che “maliziosamente” avessero violato questa regola. Nel 1990 fu restaurata la cappella dedicata alla Madonna delle Grazie. A seguito dei danni subiti dall’edificio a causa di alcuni eventi sismici verificatesi nel marzo del 2000, furono realizzati vari interventi di ripristino e consolidamento. Vari oggetti di notevole interesse sono visibili all’interno della chiesa. Presso l’altare maggiore si trovano un tabernacolo del XVII secolo e la pittura raffigurante l’Assunzione. Il quadro della Madonna delle Grazie, al centro delle cerimonie di culto legate all’omonima festa che si svolge la prima domenica dopo l’8 settembre, è collocato invece sopra l’altare della cappella appositamente costruita nel 1796. L’opera si data al XVIII secolo ed è attribuibile alla scuola di Sebastiano Conca. La chiesa dedicata a Santa Maria Assunta è sempre stata l’unica chiesa parrocchiale del paese. Va considerato che la popolazione di Cerreto si è sempre mantenuta, almeno fino al XVIII secolo, al di sotto dei 400 abitanti. Una sola chiesa parrocchiale dunque è sempre bastata alle esigenze del culto. Da vari documenti si ha però notizia dell’esistenza di altre chiese oltre a quelle attuali dedicate a S. Maria e a S. Sebastiano. All’interno del centro abitato e in ignota ubicazione, si trovava la chiesa di San Nicola. Cappelle rurali erano invece dedicate a San Bartolomeo, Sant’Antonino e a San Pietro. Anche di queste chiese abbiamo notizie risalenti a varie epoche (le più antiche sono del XIV secolo) e grazie e soprattutto alle relazioni redatte a seguito delle visite pastorali compiute nel corso dei secoli (soprattutto dal ‘500 in poi). Da questi documenti risulta il progressivo stato di abbandono e rovina di questi edifici di culto di cui oggi resta il ricordo nei nomi di alcune vie e località del paese (via Sant’Antonino, contrada San Bartolomeo, Casale San Pietro).